L’Era Olimpica o delle Olimpiadi

La datazione degli eventi mediante le Olimpiadi

Una olimpiade è il periodo di quattro anni che intercorre tra la svolgimento di Giochi Olimpici successivi, usualmente indicati essi stessi col nome di Olimpiadi. Come è noto, l’uso della celebrazione dei Giochi Olimpici prese avvio presso i Greci, i quali ne fissarono la periodicità, poi mantenuta anche quando i giochi furono ripresi in epoca moderna. Il prestigio delle Olimpiadi nell’antichità era pari o superiore a quello immenso delle Olimpiadi moderne e nel mondo greco i riferimenti ai giochi e ai vincitori abbondavano: la successione, regolare nel tempo, dei giochi si prestava magnificamente ad essere usata anche per la datazione degli eventi registrati negli atti pubblici e nella letteratura.

Sembra che l’uso delle olimpiadi quale riferimento temporale per il computo degli anni e per datare la successione cronologica degli eventi sia stato instaurato nel corso del III secolo a.C. da Timeo di Tauromenio e sia stato sistematizzato poco dopo da Eratostene di Cirene nele sue Χρονογραφίαι. Questa scelta era evidentemente basata sull’implicita convinzione che sin dal principio i Giochi fossero sempre stati celebrati con regolarità e senza interruzione, cosicché essi offrivano allo storico e al cronologo greco il vantaggio essenziale di costituire un riferimento stabile nel tempo nonché uniforme e valido per tutte le città-stato, indipendentemente dai calendari locali; tuttavia la datazione era giocoforza limitata alla sola indicazione dell’anno. Gli anni olimpici erano espressi con l’ordinale dell’Olimpiade preceduto dall’ordinale (da I a IV) dell’anno stesso nell’olimpiade: ad esempio, Dionigi di Alicarnasso pone la fondazione di Roma nell’anno I della VII Olimpiade. Un anno olimpico comprendeva un ciclo stagionale completo, dal principio dell’estate, stagione nella quale si celebravano i giochi, fino al principio dell’estate successiva.

Quello delle olimpiadi divenne rapidamente il principale e il più diffuso metodo di computo storico nell’antichità di lingua greca, cosicché è oggi fondamentale in ogni problema di cronologia antica che coinvolga fonti greche oltreché, almeno in parte, latine. Al cronologo moderno non sfugge un ulteriore vantaggio di questo metodo: poiché il tempo scelto per lo svolgimento dei giochi, il principio dell’estate, oltre ad essere indipendente dai calendari utilizzati dalle varie città greche, era legato soltanto al ciclo stagionale, possiamo oggi essere ragionevolmente sicuri che una olimpiade abbia sempre effettivamente racchiuso un intervallo di quattro anni solari. Ciò permette di far direttamente corrispondere gli anni olimpici agli anni giuliani, avendo cura soltanto di tener conto dello sfasamento di circa sei mesi tra il principio degli anni giuliani e quello degli anni olimpici. A questo fine, la moderno cronologia assume spesso che, in prima approssimazione, l’anno olimpico copra il periodo che va dal 1 luglio di un anno giuliano al 30 giugno dell’anno giuliano successivo. Ma è bene avvertire che si tratta di un puro schema concettuale ai fini della semplificazione delle analisi cronologiche.

Sebbene si ritenga che il convegno di Olimpia sia stato abitualmente chiamato per il mese di agosto, non è noto se i giochi antichi fossero celebrati in specifici giorni dell’anno né se fosse in uso ai fini cronologici un inizio d’anno olimpico fittizio, perciò non sappiamo quando gli anni olimpici iniziavano e finivano, né probabilmente lo sapevano con esattezza gli stessi scrittori antichi. Per loro come per noi l’imputazione inequivoca di un giorno estivo a un anno olimpico piuttosto che al successivo doveva essere quasi sempre difficilissima, e questo ha certamente condotto alla più grande varietà di imprecisioni ed errori. A questo si aggiunge che talvolta gli eventi erano registrati colla semplice olimpiade senza l’anno, sebbene il periodo di quattro anni sia largamente impreciso ai fini della datazione degli eventi storici.

Nel seguito potremo indicare per brevità le olimpiadi e gli anni olimpici in numeri arabi preceduti da a.Ol. e separati dal punto, talché la fondazione di Roma secondo Dionigi verrà espressa come a.Ol. 7.1. L’equazione corrispondente verso gli anni giuliani sarà espressa come a.Ol. 7.1 = 752/751, intendendosi che l’anno olimpico primo della settima olimpiade corrisponde al periodo tra la seconda metà dell’anno 752 a.C. (idealmente dal 1 luglio) e la prima metà dell’anno 751 a.C. (idealmente fino al 30 giugno). Per gli anni “avanti Cristo” i due anni devono essere in ordine decrescente, quando invece sono interessati anni giuliani “dopo Cristo” l’ordine è evidentemente crescente.

Il rapporto tra l’Era Olimpica e l’Era Cristiana

Censorino De die natali 21,5-7:

Sed hoc quodcumque caliginis Varro discussit, et pro cetera sua sagacitate nunc diversarum civitatium conferens tempora, nunc defectus eorumque intervalla retro dinumerans eruit verum lucemque ostendit, per quam numerus certus non annorum modo, sed et dierum perspici possit. Secundum quam rationem nisi fallor hic annus, cuius velut index et titulus quidam est V. C. Pii et Pontiani consulatus, ab Olympiade prima millensimus est et quartus decimus, ex diebus dumtaxat aestivis, quibus agon Olympicus celebratur; a Roma autem condita nongentesimus nonagensimus primus, et quidem ex Parilibus, unde Urbis anni numerantur; eorum vero annorum, quibus Iulianis nomen est, ducentesimus octogensimus tertius, sed ex die kal. Ianuariarum, unde Iulius Caesar anni a se constituti fecit principium.

 Solino Collectanea rerum mirabilium 1,29:

[29] […] Cum Caius Pompeius Gallus et Quintus Verannius Urbis conditae anno octingentesimo primo fuerint consules, consulatu eorum Olympias septima et ducentesima actis publicis annotata est. Quater ergo multiplicatis sex et ducentis olympiadibus erunt anni octingenti uiginti quattuor, quibus septima olympiade adnectendus primus annus est, ut in solidum conligantur anni octingenti uiginti quinque. […]

La relazione tra l’Era Olimpica e l’Era Cristiana, mediata attraverso il computo consolare, poggia su due pietre angolari, una notizia di Censorino e una di Solino.

Il principale e più preciso legame tra il computo giuliano e quello olimpico si trova in Censorino, il quale afferma che nell’estate dell’anno intitolato ai consoli Pio e Ponziano iniziò il 1.014° anno olimpico. Poiché l’equazione di Dionigi il Piccolo fa corrispondere quell’anno consolare al 238 d.C. e poiché 1014 – 238 = 776 (ricordando inoltre che l’anno 0 non esiste nella serie dell’Era Cristiana), se ne desume che la prima Olimpiade si tenne nell’estate dell’anno giuliano prolettico 776 a.C. Questo calcolo, universalmente accettato, dipende soltanto dalla ricostruzione della serie consolare dal 238 d.C. in poi e dall’equazione di Dionigi il Piccolo.

Emerge con ciò un ulteriore fattore in favore del computo olimpico, che cioè esso permetteva di datare la gran parte degli avvenimenti storici dei Greci e, a maggior ragione, di altri popoli, posteriori al 776 a.C. (tra le notevoli eccezioni era la caduta di Troia; allo scopo di datare gli eventi precedenti l’Era Olimpica Eratostene usò la lista dei re spartani). I Giochi Olimpici dell’era antica durarono poi fino al 394 d.C. quando la loro cessazione fu disposta dall’imperatore Teodosio dopo lo svolgimento della 293a e ultima Olimpiade a causa della corruzione e dei tumulti che sempre più spesso circondavano gli eventi sportivi.

Poco dopo il 238, comunque attorno alla metà del III secolo, Solino offre una conferma indipendente dell’equazione di Censorino nella sua compilazione Collectanea rerum mirabilium ove asserisce che, secondo gli atti pubblici, la 207a edizione dei giochi olimpici si tenne nel consolato di Gaio Pompeo Gallo e Quinto Veranio. Tale consolato si fa corrispondere al 49 d.C. (anche questo, come quello del 238, è un consolato dell’era giuliana, perciò corrispondente all’anno solare) e poiché 206 * 4 + 1 = 825 e 825 – 49 = 776 se ne conclude che anche secondo gli atti ufficiali dello stato romano la prima Olimpiade fu celebrata nel 776 a.C.

Le notizie cronologiche presenti negli autori greci permettono di confermare l’equazione di Censorino ragionando in modo inverso.

Dionigi di Alicarnasso Antiquitates Romanae 1,3,4:

ταῦτα δὲ πέντε καὶ τετταράκοντα ἤδη πρὸς τοῖς ἑπτακοσίοις ἔτεσίν ἐστιν εἰς ὑπάτους Κλαύδιον Νέρωνα τὸ δεύτερον ὑπατεύοντα καὶ Πείσωνα Καλπούρνιον, οἳ κατὰ τὴν τρίτην ἐπὶ ταῖς ἐνενήκοντα καὶ ἑκατὸν ὀλυμπιάσιν ἀπεδείχθησαν.

Dionigi di Alicarnasso afferma che i consoli Tiberio Claudio Nerone per la seconda volta e Calpurnio Pisone furono eletti nella 193a Olimpiade. Se la prima Olimpiade avvenne nel 776 a.C., la 193a Olimpiade ebbe luogo nell’estate dell’8 a.C. e pertanto si ha l’equazione a.Ol. 193.1 = 8/7. In effetti, Tiberio Claudio Nerone per la seconda volta e Calpurnio Pisone furono creati consoli per il 7 a.C. e pertanto entrarono in carica nel mezzo di a.Ol. 193.1.

Del resto Dionigi dovette scrivere l’introduzione dei suoi libri storici nella prima metà di quel 7 a.C. poiché in Antiquitates Romanae 1,7,2 aggiunge: ἐγὼ καταπλεύσας εἰς Ἰταλίαν ἅμα τῷ καταλυθῆναι τὸν ἐμφύλιον πόλεμον ὑπὸ τοῦ Σεβαστοῦ Καίσαρος ἑβδόμης καὶ ὀγδοηκοστῆς καὶ ἑκατοστῆς ὀλυμπιάδος μεσούσης, καὶ τὸν ἐξ ἐκείνου χρόνον ἐτῶν δύο καὶ εἴκοσι μέχρι τοῦ παρόντος γενόμενον ἐν Ῥώμῃ διατρίψας… Se Dionigi giunse in Italia al seguito di Augusto, cioè nella prima metà del 29 a.C., passarono effettivamente 22 anni fino alla prima metà del 7 a.C. Il 29 a.C. corrisponde alla seconda metà di a.Ol. 187.3 che è un anno intermedio della 187a olimpiade.

Il confronto tra le informazioni di parte latina e di parte greca fa emergere un elemento di specularità che è opportuno tenere presente, tra le altre considerazioni del caso, nell’interpretazione dei passi di valore cronologico degli storici antichi. Tanto gli uni quanto gli altri equiparano in linea di principio l’anno “estero” all’anno “nazionale” nel quale si verifica l’evento che a quello dà inizio. Pertanto, Censorino equipara il 1.014° anno olimpico all’anno consolare nell’estate del quale termina il 1.013° ed inizia il il 1.014°. Similmente, noi equipariamo a.Ol. 1.1 all’anno 776 a.C. nell’estate del quale a.Ol. 1.1 ebbe in effetti solo inizio estendendosi fino alla prima metà del successivo 775 a.C. Viceversa Dionigi equipara a.Ol. 193.1 = 8/7 all’anno consolare del 7 a.C. che in a.Ol. 193.1 ha inizio, laddove per noi a.Ol. 193.1 = 8 a.C.