Sulla data di nascita di Gesù Cristo

È necessario confrontarsi con la nuda scarsità delle fonti storiche non cristiane su Gesù Cristo: se da un lato sono sufficienti per affermare la storicità dell’esistenza di Gesù, dall’altro nulla dicono di lui al di fuori del suo nome e dell’evento centrale, sia dal punto di vista umano che religioso, della sua vita: la morte di croce. In altre parole, ci permettono di affermare che Gesù detto il Cristo è effettivamente esistito, ma non di precisare qualcosa della sua vita se non l’evento della condanna al più atroce e infamante dei supplizi, a una morte scandalosa.

Le fonti principali di notizie riguardo la vita di Gesù Cristo sono dunque i Vangeli e la tradizione apostolica, quest’ultima sostanzialmente orale, sia pure presente in modo rilevante anche negli scrittori cristiani. Nessuno dei canali che costituiscono queste fonti riporta con esattezza le date della nascita e della morte di Gesù, tuttavia essi presentano cenni abbastanza numerosi da permettere, attraverso l’incrocio e la comparazione con le non limitate fonti storiche antiche relative al periodo e agli avvenimenti di nostro interesse, di trarre alcune indicazioni, seppure non conclusive, sul problema della determinazione di quelle date.

Tra le fonti, con riguardo agli avvenimenti in Giudea le notizie principali sono certamente riportate nelle due opere di Giuseppe Flavio, lo storico ebreo che fiorì nella seconda metà del I secolo all’ombra della dinastia Flavia. Ulteriori informazioni di natura più strettamente cronologica si reperiscono negli scrittori cristiani, prevalentemente in lingua greca.

Sesto Giulio Africano, vissuto a cavallo del 200 d.C. e ricordato per il suo progetto della biblioteca imperiale di Alessandro Severo, è oggi riconosciuto a buon diritto il fondatore della cronografia cristiana: le sue Χpοvογραφῖαι o Chronografiae trattavano in cinque libri la cronologia del mondo dalla creazione alla incarnazione di Cristo (che egli poneva nell’anno 5500 dalla creazione) all’anno 221 d.C. L’opera, che nella sua interezza sarebbe probabilmente assai utile ai cronografi moderni, non ci è rimasta se non negli estratti conservati dal Chronicon di Eusebio di Cesarea (a sua volta giunto a noi non direttamente ma attraverso una traduzione in lingua armena e, limitatamente alle tavole cronologiche, per il tramite della redazione latina di san Girolamo), dagli storici bizantini Giorgio Sincello e Giorgio Cedreno e dal Chronicon Paschale.

Giorgio Sincello, monaco, visse a cavallo dell’800 d.C.; deve il suo nome alla carica di sincello, cioè di segretario particolare, del patriarca di Costantinopoli Tarasio. Alla morte di Tarasio tornò in monastero, dove scrisse la Ἐκλογὴ χρονογραφίας o Ecloga Chronographiae, una storia del mondo dalla creazione a Diocleziano, che ci ha conservato brani di Giulio Africano, del quale seguì il metodo di stretto ordine cronologico, nonché citazioni di numerosissimi altri autori.

Con il Compendium historiarum Giorgio Cedreno scrisse anch’egli una storia universale dalla creazione arrivando ai suoi tempi, attorno alla metà dell’XI secolo.

Il Chronicon Paschale è pure una storia del mondo, da Adamo al XX anno di regno di Eraclio (il 629 d.C.), di un ignoto autore bizantino che adotta un metodo di computo basato sul ciclo di Metone.

La determinazione della data di nascita di Gesù Cristo

I Vangeli frammischiano alla narrazione numerosi elementi utili alla datazione della nascita di Gesù:

  1. sia Matteo (2,1) che Luca (1,5) affermano che Gesù nacque sotto il regno di Erode il Grande; Matteo (2,16) aggiunge che il re Erode, avvertito dai Magi della nascita del re dei Giudei e giudicando il nuovo re una minaccia al suo potere, decise la strage di tutti i bambini al di sotto dei due anni ‘corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi’;

  2. Luca (3,1) afferma ancora che Giovanni il Battista iniziò il suo ministero nell’anno XV di Tiberio, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode Antipa, figlio di Erode il grande, era tetrarca della Galilea, Filippo, anch’esso figlio di Erode, tetrarca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisania tetrarca dell’Abilène;

  3. Luca (2,1-2) dice poi che Gesù nacque durante un censimento ordinato da Cesare Augusto, fatto quando Quirinio era governatore della Siria;

  4. ancora Luca (3,23) afferma che Gesù iniziò il suo ministero quando era sul punto di iniziare i trent’anni;

  5. d’altronde Giovanni (2,20), poco prima della Pasqua di quell’anno, subito dopo l’inizio del ministero di Gesù a Cana di Galilea, fa affermare alla folla dei Giudei che il Tempio di Gerusalemme era stato costruito in 46 anni.

Nel seguito questi elementi sono ordinatamente messi a confronto con le fonti storiche classiche.

Gesù nacque sotto il regno di Erode il Grande

L’indicazione che Gesù nacque sotto il regno di Erode il Grande permette di ricavare un intervallo di tempo per l’anno di nascita, che soggiace però non soltanto all’incertezza insita nella datazione con l’Era Olimpica ma anche all’ambiguità generata dalle contraddizioni presenti nelle fonti storiche disponibili.

  1. Da Flavio Giuseppe ricaviamo i seguenti elementi sul regno di Erode:

    • in Antiquitates 14,389 (καὶ ὁ μὲν [scil. Ἡρώδης] οὕτως τὴν βασιλείαν παραλαμβάνει τυχὼν αὐτῆς ἐπὶ τῆς ἑκατοστῆς καὶ ὀγδοηκοστῆς καὶ τετάρτης ὀλυμπιάδος ὑπατεύοντος Γναίου Δομετίου Καλβίνου τὸ δεύτερον καὶ Γαΐου Ἀσινίου Πωλίωνος) egli afferma che Erode fu nominato re dal senato di Roma, su proposta di Marco Antonio e con l’avallo di Ottaviano Augusto, al tempo dell’olimpiade 184a (44-40 a.C.), quando erano consoli Gneo Domizio Calvino per la seconda volta e Gaio Asinio Pollione (40 a.C.), cioè nella prima metà del 40 a.C. (in quegli anni Augusto fece nominare due coppie di consoli per anno, che duravano in carica un semestre: Calvino e Pollione furono la prima coppia, quindi furono eponimi per tutto l’anno, tuttavia, anche in considerazione dell’indicazione olimpica, è da ritenere che la nomina sia effettivamente avvenuta nella prima parte dell’anno);

    • In Bellum Iudaicum 1,665 (τελευτᾷ [scil. Ἡρώδης] βασιλεύσας ἀφ᾽ οὗ μὲν ἀποκτείνας Ἀντίγονον ἐκράτησεν τῶν πραγμάτων ἔτη τέσσαρα καὶ τριάκοντα, ἀφ᾽ οὗ δὲ ὑπὸ Ῥωμαίων ἀπεδείχθη βασιλεὺς ἑπτὰ καὶ τριάκοντα) ricorda inoltre che Erode regnò per 37 anni da quando fu nominato re dai Romani e per 34 anni da quando, ucciso il rivale Antigono, assunse effettivamente il potere;

    • egli poi afferma anche che l’anno VII del regno di Erode cadde nell’olimpiade 187a, cioè tra il 32 e il 28 a.C.;

    • afferma anche che l’anno XXVIII del regno di Erode cadde nell’olimpiade 192a, cioè tra il 12 e l’8 a.C.

  2. Sesto Giulio Africano, però, sembra contraddire la prima affermazione di Flavio Giuseppe, poiché in un passo di non semplice interpretazione e probabilmente corrotto in più punti (apud Syncellum ad annum 5459 a mundo condito) apparentemente colloca l’inizio del regno di Erode nella 186a olimpiade, cioè tra il 36 e il 32 a.C.

L’affermazione di Flavio Giuseppe che Erode divenne re nel 40 a.C. e regnò per 37 anni porta la fine del suo regno, cioè la sua morte, tra il 4 e il 3 a.C. Ciò è confermato dal fatto che il figlio Filippo, che ebbe in eredità parte del regno coi fratelli Erode Antipa e Archelao, morì nel XX anno di Tiberio (33-34 d.C.) dopo un regno di 37 anni. Perciò si ritiene comunemente che Erode sia morto nel 4 a.C. Secondo un’altra fonte, Erode sarebbe morto pochi giorni prima di una eclisse di luna, che potrebbe essere identificata con quella avvenuta il 13 marzo del 4 a.C. e visibile in Giudea. Ammettendo che la strage degli innocenti sia stata ordinata da Erode in prossimità della sua morte, in modo da minimizzare lo scarto con la datazione di Dionigi, l’anno di nascita di Gesù sarebbe da porsi tra il 6 e il 4 a.C. Questa è l’ipotesi più comunemente accettata.

Tuttavia, proseguendo sulla base della prima affermazione di Flavio Giuseppe, il 7° anno di Erode cadrebbe tra il 38 e il 34 a.C. (cioè tra la 185a e la 186a olimpiade, non la 187a) e il 28° tra il 17 e il 13 a.C. (cioè tra l’olimpiade 190a e la 191a, non la 192a). In altre parole, la prima affermazione è contraddetta due volte dallo stesso autore. Inoltre, è contraddetta una terza volta da un autore diverso, Giulio Africano, perciò è stato ipotizzato che la collocazione di Flavio Giuseppe sia sbagliata o corrotta: un originario stigma alla fine di 186 sarebbe stata sostituita da un delta trasformando l’anno in 184. Una tale confusione non è però facilmente sostenibile dal punto di vista grafico.

Se si accettano le precedenti indicazioni, si possono determinare i seguenti tre intervalli per la morte di Erode:

  1. se il regno di Erode, durato 37 anni, iniziò tra il 36 e il 32, Erode morì tra il 1 d.C. e il 5 d.C.;

  2. se l’anno 7° di Erode cadde tra il 32 e il 28 a.C., Erode morì tra il 2 a.C. e il 3 d.C.;

  3. se l’anno 28° di Erode cadde tra il 12 e l’8 a.C., Erode morì tra il 3 a.C. e il 2 d.C.

L’intersezione delle tre informazioni fa collocare la morte di Erode tra l’estate dell’1 e l’estate del 2 d.C.; considerando poi la notizia della strage degli innocenti, Gesù potrebbe essere nato attorno all’1 a.C. in coerenza con la posizione di Dionigi.

Giovanni il Battista iniziò il suo ministero nell’anno XV di Tiberio, sotto i successori di Erode il Grande

Il Vangelo di Luca (3,1) vuole collocare storicamente l’inizio della predicazione di Giovanni il Battista, il Precursore di Gesù, con una abbondanza di riferimenti temporali insolita per l’antichità, i quali però, sfortunatamente, non sono oggi interpretabili con sufficiente precisione.

La datazione ufficiale della successione di Tiberio è nota (Suetonio Vita Augusti 100): egli successe ad Augusto alla sua morte avvenuta il 19 agosto del 14 d.C. L’anno XV andrebbe quindi dal 19 agosto del 28 al 19 agosto del 29 d.C. Tuttavia, Augusto associò di fatto Tiberio al trono già nel 13 con la concessione della tribunicia potestas e dell’imperium proconsulare maius, i fondamenti costituzionali del potere imperiale; l’anno XV potrebbe quindi corrispondere grosso modo al 27-28 d.C.

Riguardo Ponzio Pilato, ricoprì la carica di prefetto (non di governatore, come afferma Luca) in Giudea dal 26 al 36 d.C. La sua presenza nella provincia durante il principato di Tiberio è attestata da una epigrafe ritrovata nel 1961 negli scavi di Cesarea Marittima, l’antica capitale romana della Giudea; il frammento marmoreo, che riporta il nome di Tiberio e di Pilato, è ritenuto autentico.

Gesù nacque durante il censimento fatto da Quirino governatore della Siria

La questione dei censimenti di Quirino è particolarmente importante, sebbene, al pari delle altre, non sia in grado di dipanare definitivamente la matassa. Si prendano ancora in considerazione le fonti:

  1. Flavio Giuseppe in Antiquitates 17.355 (τῆς δ᾽ Ἀρχελάου χώρας ὑποτελοῦς προσνεμηθείσης τῇ Σύρων πέμπεται Κυρίνιος ὑπὸ Καίσαρος ἀνὴρ ὑπατικὸς ἀποτιμησόμενός τε τὰ ἐν Συρίᾳ καὶ τὸν Ἀρχελάου ἀποδωσόμενος οἶκον) e 18.1-2 (Κυρίνιος δὲ τῶν εἰς τὴν βουλὴν συναγομένων ἀνὴρ τάς τε ἄλλας ἀρχὰς ἐπιτετελεκὼς καὶ διὰ πασῶν ὁδεύσας ὕπατος γενέσθαι τά τε ἄλλα ἀξιώματι μέγας σὺν ὀλίγοις ἐπὶ Συρίας παρῆν, ὑπὸ Καίσαρος δικαιοδότης τοῦ ἔθνους ἀπεσταλμένος καὶ τιμητὴς τῶν οὐσιῶν γενησόμενος, Κωπώνιός τε αὐτῷ συγκαταπέμπεται τάγματος τῶν ἱππέων, ἡγησόμενος Ἰουδαίων τῇ ἐπὶ πᾶσιν ἐξουσίᾳ. παρῆν δὲ καὶ Κυρίνιος εἰς τὴν Ἰουδαίαν προσθήκην τῆς Συρίας γενομένην ἀποτιμησόμενός τε αὐτῶν τὰς οὐσίας καὶ ἀποδωσόμενος τὰ Ἀρχελάου χρήματα) spiega le circostanze del censimento di Quirino in Giudea.
  2. Flavio Giuseppe in Bellum 2,433 (Κἀν τούτῳ Μανάημός τις, υἱὸς Ἰούδα τοῦ καλουμένου Γαλιλαίου, σοφιστὴς δεινότατος, ὁ καὶ ἐπὶ Κυρινίου ποτὲ Ἰουδαίους ὀνειδίσας ὅτι Ῥωμαίοις ὑπετάσσοντο μετὰ τὸν θεόν, ἀναλαβὼν τοὺς γνωρίμους ἀνεχώρησεν εἰς Μασάδαν) e in Bellum 7,253 (προειστήκει δὲ τῶν κατειληφότων αὐτὸ σικαρίων δυνατὸς ἀνὴρ Ἐλεάζαρος, ἀπόγονος Ἰούδα τοῦ πείσαντος Ἰουδαίους οὐκ ὀλίγους, ὡς πρότερον δεδηλώκαμεν, μὴ ποιεῖσθαι τὰς ἀπογραφάς, ὅτε Κυρίνιος τιμητὴς εἰς τὴν Ἰουδαίαν ἐπέμφθη) parla del censimento di Quirino in Giudea.

  3. Secondo Tertulliano Adversus Marcionem 4,19,10 (Sed et census constat actos sub Augusto nunc in Iudaea per Sentium Saturninum), invece, il censimento fu eseguito da Senzio Saturnino.

Il nome e la carriera di Publio Sulpicio Quirinio sono noti da numerose citazioni storiche. Il preciso racconto di Flavio Giuseppe è tuttavia l’unico che riguardi la questione del censimento. Secondo tale racconto il censimento ebbe luogo al momento della deposizione di Archelao da parte di Augusto, quindi intorno al 6 d.C. Ad Augusto erano state elevate proteste per la cattiva amministrazione del figlio di Erode il Grande, che fu deposto, la Giudea annessa amministrativamente alla provincia di Siria. Il censimento fu necessario per inquadrare i nuovi territori nel sistema romano e per liquidare le proprietà di Archelao.

Non si hanno riferimenti storici a un censimento di Quirino proma dell’era volgare, né per la verità ad un censimento di chiunque. L’unico censimento noto di Augusto “su tutta la terra” in quel perodo è quello dell’8 a.C. citato nel Monumentum Ancyranum. Tuttavia, non è chiaro se e come abbia potuto interessare un regno allora (durante il regno di Erode il Grande) satellite dei Romani ma indipendente.

Numerosi sono stati i tentativi di conciliare l’affermazione di Luca con i dati storici disponibili, quasi tutti possibili, molti suggestivi, alcuni sostenibili, nessuno dimostrabile. Uno di questi ragionamenti si avvale della notizia di Tertulliano che cita Senzio Saturnino, anch’esso funzionario di alto rango ben noto per le sue capacità e per gli incarichi esecutivi fiduciari che ricoprì nell’ammnistrazione romana del tempo, quale esecutore del censimento relativo alla nascita di Gesù. si è pertanto ipotizzato, senza ad oggi possibilità di provarlo, che il censimento sia stato iniziato o deciso da da Quirino, legato di Roma in Siria nel 12 a.C. ed eseguito o proseguito dal governatore di Giudea Senzio Saturnino mentre Erode il grande era re dei Giudei.

Gesù iniziò il suo ministero a trent’anni

Anche questo riferimento, in apparenza preciso, è stato criticato: la frase di Luca (kaì autòs èn Iesoùs arkhòmenos oseì etòn triàkonta) può infatti intendersi come ‘poco prima di compiere il ventinovesimo anno d’età e di iniziare il trentesimo’, o forse come ‘sul punto di compiere il trentesimo anno d’età’. Comunque, in base ai riferimenti precedenti permette di stabilire approssimativamente il periodo nel quale sarebbe nato Gesù.

Quano Gesù iniziò il suo ministero, il Tempio di Gerusalemme era stato costruito da 46 anni

Ancora Flavio Giuseppe è la fonte che ci tramanda indicazioni sulla costruzione del Tempio di Gerusalemme cui accenna il Vangelo di Giovanni:

  • in Antiquitates 15,380 (Τότε δ᾽ οὖν ὀκτωκαιδεκάτου τῆς Ἡρώδου βασιλείας γεγονότος ἐνιαυτοῦ μετὰ τὰς προειρημένας πράξεις ἔργον οὐ τὸ τυχὸν ἐπεβάλετο, τὸν νεὼν τοῦ θεοῦ δι᾽ αὐτοῦ κατασκευάσασθαι) Flavio Giuseppe afferma che Erode volle iniziare il restauro e l’ampliamento del Tempio nell’anno diciottesimo del suo regno;

  • in Bellum Iudaicum 1,401 (Πεντεκαιδεκάτῳ γοῦν ἔτει τῆς βασιλείας αὐτόν τε τὸν ναὸν ἐπεσκεύασεν) si legge che Erode volle iniziare il restauro e l’ampliamento del tempio nell’anno quindicesimo del suo regno.

Nonostante Giovanni (2,20) parli di costruzione del Tempio, è certo che si tratta dei restauri voluti da Erode. La costruzione intesa come fondazione del Tempio, infatti, risale a troppo tempo prima l’epoca di Gesù per poter essere presa letteralmente, mentre il restauro di Erode è l’unico intervento di cui abbiamo notizia che risalga a quell’epoca. E si tratta di un intervento che ben giustifica l’idea di un rifacimento, poiché Erode, volendo farne il proprio eterno memoriale, raddoppiò la superficie della spianata del Tempio, lo innalzò ad altezze mai raggiunte e lo arricchì di opere architettoniche ed artistiche con magnificienza insuperabile e spesa ingente; tutti lavori che furono eseguiti per la parte sostanziale lungo il suo regno, benché terminati molto più tardi, sotto Nerone (Antiquitates 20,219), ben oltre gli anni della vita pubblica di Gesù.

La contraddizione tra i due passi potrebbe essere legata alla differenza di tre anni tra la nomina di Erode da parte romana e la conquista effettiva del potere (vedi supra). In tal caso, la costruzione del Tempio sarebbe iniziata nel 23 a.C. e il compimento dei 46 anni porterebbe al 23 d.C. Sembra più probabile che si tratti di anni di regno effettivo e che la versione corretta sia quella di Antiquitates. In tal caso il XVIII anno del regno di Erode cadrebbe nel 20 a.C. e il compimento dei 46 anni nel 26 d.C.

Gesù nacque il 25 dicembre?

Nei primi tre secoli dell’Era Cristiana il Natale di Cristo fu celebrato il 6 gennaio, secondo una tradizione antichissima. Nonostante questo, Clemente Alessandrino (inizio III secolo) affermava di non conoscere la vera data di nascita di Cristo. Fu il Concilio di Nicea del 325 d.C. ad adottare la data del 25 dicembre, tuttora in uso. Questa data fu poi imposta nel calendario civile da Costantino nel 330 d.C. Al 6 gennaio rimase la celebrazione dell’Epifania.

Al contrario del Natale, l’Annunciazione sin dai tempi più antichi, a quanto sembra, fu festeggiata il 25 marzo. Ammettendo la validità di quest’ultima immutata tradizione, tanto la data del 6 gennaio quanto quella del 25 dicembre sarebbero per natura accettabili.

Alcuni passi dei Vangeli forniscono indizi più o meno consistenti per determinare l’effettiva data del Natale di Cristo. Recentemente, l’emergere di nuovi elementi ha portato a inedite plausibili interpretazioni.

  1. In (1,5) Luca afferma che Zaccaria, marito di santa Elisabetta, era sacerdote della classe di Abìa; poco oltre, in (1, 8), aggiunge che l’angelo che gli annunciò la nascita di suo figlio Giovanni il Battista gli apparve mentre officiava nel tempio nel turno della sua classe;

  2. Ancora Luca (2,8) racconta che al momento della nascita di Gesù ‘c’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge’;

  3. Infine, Luca afferma (3,23) che Gesù iniziò il suo ministero quando era sul punto di iniziare i trent’anni (kaì autòs èn Iesoùs arkhòmenos oseì etòn triàkonta);

Come già riguardo la determinazione dell’anno di nascita di Gesù, anche in questo caso è necessario sottolineare che gli indizi in nostro possesso, pur talvolta abbastanza precisi, non permettono di uscire dallo sfuggente ambito delle ipotesi ragionevoli.

Giovanni il Battista fu annunciato a suo padre Zaccaria il 23 settembre

In base all’analisi dei manoscritti di Qumran è stato possibile stabilire che il turno della classe di Abìa veniva due volte l’anno: dall’8 al 14 del 3° mese ebraico e dal 24 al 30 dell’8° mese.

Sempre secondo Luca (1,26 e 31), Gesù nacque 6 + 9 = 15 mesi dopo l’apparizione dell’angelo a Zaccaria; a partire dal turno dell’8° mese, si arriva proprio intorno alla fine dell’anno, mentre a partire dal turno del 3° mese di giunge in piena estate.

In Palestina i pastori vegliano le greggi all’aperto

In Palestina le notti d’inverno sono troppo pungenti per passarle all’aperto, perciò si assume comunemente che questa indicazione possa far cadere il periodo della nascita di Gesù soltanto tra la primavera e l’autunno, con l’esclusione dell’inverno.

Tuttavia, è stato osservato che la precisazione ‘che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge’ può anche suonare superflua e perciò stesso indicare al contrario che si trattava di pastori che rimanevano in campagna proprio per guardare il gregge durante le notti più impervie, cioè quelle invernali; l’ipotesi sarebbe avvalorata dall’uso del participio presente nell’originale greco agrauloùntes kaì phylàssontes phylakàs tès nyktòs.

Anche l’accenno alle ‘guardie della notte’, con un plurale che è andato perduto nella traduzione italiana, fa pensare che, se c’era bisogno di numerosi turni di guardia, le notti dovevano essere lunghe, come accade nel periodo invernale.

Gesù iniziò la sua vita pubblica sulla soglia dei trent’anni

Sia che questa precisazione vada intesa che Gesù stesse per compiere i 29 che i 30 anni, poiché sembra che l’inizio della vita pubblica sia da collocare in gennaio, l’indicazione porterebbe la nascita di Cristo proprio a cavallo tra la fine e l’inizio dell’anno.