Le feste tradizionali dell’anno romano

Le feste dell’anno romano sono qui elencate suddivise in fisse e mobili, secondo l’esempio di Varrone.

Dies festi statuti

Nel seguito sono elencate le feste del feriale e molte altre comunque note, magari soltanto di nome. Tra esse, moltissime feste hanno origine certamente antichissima, quasi tutte sono precedenti alla riforma giuliana. Pertanto, quando la festa cade dopo le idi non ha molto senso esprimere la data secondo l’uso classico, contando all’indietro dalle successive calende, poiché il numero di giorni cambiò nel passaggio dal calendario repubblicano a quello giuliano. In tutti questi casi abbiamo scelto di esprimere la data latina in forma non classica, avvalendoci di quello spiraglio lasciato aperto dalla testimonianza di Varrone (Varrone 6,14: Quinquatrus: hic dies unus ab nominis errore observatur proinde ut sint quinque; dictus, ut ab Tusculanis post diem sextum Idus similiter vocatur Sexatrus et post diem septimum Septimatrus, sic hic, quod erat post diem quintum Idus, Quinquatrus) che fa pensare che in epoca prestorica le date successive alla idi fossero computate dalle idi stesse. Fatto che è stato giustamente, benché senza possibilità di riscontro, collegato all’epoca ormai perduta in cui il calendario romano era lunare basato sull’osservazione diretta: non era allora possibile sapere in anticipo in che giorno sarebbero cadute le successive calende.

Gennaio

AESCVLAPIVS
Celebrata Kalendis Ianuariis = 1 gennaio. Festa in onore di Esculapio, dio della medicina.
AGONALIA IANI
Celebrata a.d. V Idus Ianuarias = 9 gennaio. Varrone 6,3: Dies Agonales per quos rex in Regia arietem immolat, dicti ab “agon,” eo quod interrogat minister sacrificii “agone?”: nisi si a Graeca lingua, ubi agon princeps, ab eo quod immolatur a principe civitatis et princeps gregis immolatur. Questa festa cadeva quattro volte l’anno: il 9 gennaio in onore di Ianus, Giano; il 17 marzo in onore di Mars, Marte; il 21 maggio in onore di Veiovis, Veiove; l’11 dicembre in onore del Sol Indiges, Sole Indigete.
CARMENTALIA
Celebrata a.d. III Iduas Ianuarias et p.d. III Idus Ianuarias = 11 e 15 gennaio. Festa in onore di Carmentis (Carmenta, secondo Varrone 6,3: Carmentalia nominantur quod sacra tum et feriae Carmentis), una delle Camene, ninfa protettrice delle nascite e patrona delle levatrici. Al suo culto era addetto un flamine minore, il flamen Carmentalis. Alla celebrazione originaria dell’11 gennaio si aggiunse poi quella del 15 gennaio, quando le matrone romane vollero così onorare la dea che le aveva aiutate nella battaglia contro il provvedimento del senato che vietava loro l’uso delle carrozze. Il tempio di Carmenta era presso il luogo ove poi fu costruita la porta Carmentalis delle mura serviane, accesso alla città del vico Iugario, la via tra il Campidoglio e il Palatino (la Porta Carmentalis fu chiamata poi porta scellerata perché da essa uscirono i Fabii per ingaggiare battaglia contro i Veienti prima delle disfatta del Cremera nel 477 a.C.).
ARA PACIS AVGVSTAE
Celebrata p.d. XVIII Idus sive a.d. III Kalendas Februarias = 30 gennaio. Festa in onore di Pax, dea della pace. L’altare fu dedicato dall’imperatore Augusto il 30 gennaio 9 a.C. in Campo Marzio, nel giorno del compleanno della moglie Livia, per celebrare la ritrovata pace dopo le lunghe guerre civili e la successiva laboriosa opera di pacificazione delle province. La costruzione dell’altare era stata decisa il 4 luglio 13 a.C. dal senato, in occasione del ritorno di Augusto da una spedizione in Spagna e in Gallia durata tre anni.

Febbraio

FEBRVALIA
Celebrata Kalendis Februariis = 1 febbraio. Festa della purificazione.
PARENTALIA
Celebrata ab Idibus Februariis per IX dies = 13-21 febbraio. Festa in onore degli antenati.
LVPERCALIA
Celebrata ab Idibus Februariis per III dies = 13-15 febbraio. Festa in onore di Fauno (Varrone 6,3: Lupercalia dicta, quod in Lupercali Luperci sacra faciunt. Rex cum ferias menstruas Nonis Februariis edicit, hunc diem februatum appellat; februm Sabini purgamentum, et id in sacris nostris verbum non ignotum: nam pellem capri, cuius de loro caeduntur puellae Lupercalibus, veteres februm vocabant, et Lupercalia Februatio, ut in Antiquitatum libris demonstravi).
QVIRINALIA
Celebrata p.d. V Idus Februarias = 17 febbraio. Festa in onore di Quirino (Varrone 6,3: Quirinalia a Quirino, quod ei deo feriae et eorum hominum, qui Furnacalibus suis non fuerunt feriati).
FERALIA
Celebrata p.d. IX Idus Februarias = 21 febbraio. Festa in onore delle divinità infere (Varrone 6,3: Feralia ab inferis et ferendo, quod ferunt tum epulas ad sepulcrum quibus ius ibi parentare).
TERMINALIA
Celebrata p.d. XI Idus Februarias = 23 febbraio. Festa in onore del dio Termine (Varrone 6,3: Terminalia, quod is dies anni extremus constitutus: duodecimus enim mensis fuit Februarius et cum intercalatur inferiores quinque dies duodecimo demuntur mense).
REGIFVGIVM
Celebrata a.d. VI Kalendas Martias = 24 febbraio. Secondo Varrone e Ovidio, la festa ricordava la fuga da Roma dell’ultimo re, Tarquinio il superbo. Secondo Plutarco, invece, era il nome del curioso rituale che concludeva il sacrificio pubblico che si teneva nei Comitia il 24 febbraio: tale sacrificio era celebrato da un sacerdote noto come rex sacrorum o rex sacrificulus; al termine del sacrificio, il rex sacrorum fuggiva letteralmente dalla piazza. Alcuni sostengono l’ovvia riconciliazione delle due versioni, che cioè il rex sacrorum, carica puramente religiosa senza attribuzioni di natura civile o militare, sia stato introdotto dopo la proclamazione della repubblica per raffigurare il re nell’esercizio delle sue funzioni sacerdotali (addirittura come sostituto del re, se il sacrificio di cui si parla ebbe radici nel periodo regio) e quindi per ricordarne la fuga con il gusto beffardo tipico del popolo romano.
EQVIRRIA PRIMA
Celebrata a.d. III Kalendas Martias = 27 febbraio. Corsa equestre in onore di Marte (Varrone 6,3: Ecurria ab equorum cursu: eo die enim ludis currunt in Martio Campo).

Marzo

SALIARIA vel FERIAE MARTIS
Celebrata Kalendis Martiis = 1 marzo. Festa in onore di Marte e, nei primi calendari romani, giorno di capodanno, nel quale si rinnovava il fuoco di Vesta.
MATRONALIA
Celebrata Kalendis Martiis = 1 marzo. Festa in onore di Giunone Lucina, protettrice delle nascite. Il cerimoniale prevedeva che le donne romane portassero fiori e incenso al tempio di Giunone Lucina sull’Esquilino, dedicato secondo la tradizione il 1 marzo 375 a.C. e rifatto nel 268 a.C. Le calende di marzo, inizio d’anno nell’antico calendario romano, erano perciò anche dette Kalendae femineae. Nel tempio, ove si dovevano recare con i capelli sciolti e con la veste priva di cintura e di nodi, esse facevano voti per la gloria e la salvezza dei loro mariti. Terminata la cerimonia pubblica, nella propria casa secondo l’uso le matrone ricevevano doni dai propri mariti e dai figli, i quali offrivano preghiere per le proprie spose e madri, infine servivano il pranzo ai loro schiavi proprio come gli uomini facevano nelle festa dei Saturnalia.
EQVIRRIA SECVNDA
Celebrata pridie Idus Martias = 14 marzo. Corsa equestre in onore di Marte (Varrone 6,3: Ecurria ab equorum cursu: eo die enim ludis currunt in Martio Campo).
ANNA PERENNA
Cadeva Idibus Martiis = 15 marzo. Festa del nuovo anno, prende il nome da una antica divinità romana: Anna è il femminile di annus, Perenna ha il significato di perennis.
LIBERALIA deinde BACCHANALIA
Celebrata ab Idibus Martiis per II dies = 15-16 marzo. Festa in onore di Libero, antica divinità poi identificata con Bacco (Varrone 6,3: Liberalia dicta, quod per totum oppidum eo die sedent ut sacerdotes Liberi anus hedera coronatae cum libis et foculo pro emptore sacrificantes. In libris Saliorum quorum cognomen Agonensium, forsitan hic dies ideo appelletur potius Agonia).
SANGVEN
Celebrata Idibus Martiis et p.d. XIV Idus = 15 marzo e 28 marzo. Festa in onore di Cibele.
ARGEI
Celebrata a postridie Idus Martias per II dies = 16-17 marzo. Antichissima festa, il cui significato in tempi storici era ormai oscuro anche a chi la celebrava. Consisteva in una processione cui prendevano parte i pontefici, le vestali e i pretori, con 27 (o, a seconda delle fonti, 24) stazioni (sacraria o sacella Argeorum), ad ognuna delle quali si raccoglieva un fantoccio (simulacra o effigies Argeorum), che erano poi portati al ponte Sublicio e buttati nel Tevere. Chi fossero questi Argei raffigurati nei fantocci e conservati nelle edicole non è forse più possibile sapere. Ovidio (Fasti 5,622 segg.) ricollega l’etimologia di Argei ad Argivi cioè Greci – Greci erano ritenuti i mitici primi abitatori delle anse del Tevere là giunti con Evandro assai prima della fondazione di Roma – e offre due interpretazioni. Secondo la prima, il rituale sarebbe il ricordo di sacrifici umani praticati da quelle genti al dio Saturno: poiché i Romani, dice Ovidio, non praticarono mai sacrifici umani, ne avrebbero perpetuato il ricordo in modo incruento. Per la seconda, il rituale sarebbe la reminiscenza di pratiche di sepoltura dei morti nelle acque del fiume, simbolico ritorno a casa da parte di quei Greci nostalgici della loro patria. Una possibile riconciliazione in chiave eutanatica è offerta dal resoconto di Dionigi di Alicarnasso (Antiquitates Romanae 1,19,38), per il quale il rituale ricordava sacrifici umani di maschi sessuagenari. Ai più tra i moderni sembra irrinunciabile la spiegazione di etimologica di Argei come Argivi. Il rituale si teneva nuovamente il 14 e 15 maggio.
AGONALIA MARTIS
Cadeva p.d. III Idus = 17 marzo. Varrone 6,3: Dies Agonales per quos rex in Regia arietem immolat, dicti ab “agon,” eo quod interrogat minister sacrificii “agone?”: nisi si a Graeca lingua, ubi agon princeps, ab eo quod immolatur a principe civitatis et princeps gregis immolatur. Questa festa era celebrata quattro volte l’anno: il 9 gennaio in onore di Ianus, Giano; il 17 marzo in onore di Mars, Marte; il 21 maggio in onore di Veiovis, Veiove; l’11 dicembre in onore del Sol Indiges, Sole Indigete.
QVINQVATRVS vel QVINQVATRIA
Celebrata ab p.d. V Idus usque ad p.d. IX Idus = 19-23 marzo. Varrone 6,14: Quinquatrus: hic dies unus ab nominis errore observatur proinde ut sint quinque; dictus, ut ab Tusculanis post diem sextum Idus similiter vocatur Sexatrus et post diem septimum Septimatrus, sic hic, quod erat post diem quintum Idus, Quinquatrus. Festa in onore di Minerva. In origine era probabilmente celebrata il solo 19 marzo: secondo Varrone (De lingua Latina 6,14) il nome derivava dal fatto che la festa aveva luogo il quinto giorno dopo le idi. Qualche decennio più tardi, Ovidio (Fasti 3,809segg.) affermava invece che il nome derivasse dalla durata, di cinque giorni. Si ritiene che l’estensione ai giorni seguenti sia dell’età di Cesare. Se così è, l’ultimo giorno, il 23 marzo, venne a coincidere col Tubilustrium, che è quindi in origine una festa indipendente.
TVBILVSTRIVM
Cadeva p.d. IX Idus = 23 marzo. Varrone 6,3: Dies Tubulustrium appellatur, quod eo die in Atrio Sutorio sacrorum tubae lustrantur. Festa in onore di Mars, Marte, coincidente con l’ultimo giorno dei Quinquatria. Il nome deriva dalla cerimonia del lavaggio rituale delle tubae, trombe da guerra, con il quale si inaugurava la stagione bellica. In questa occasione i Salii, i sacerdoti danzanti del culto di Marte, andavano in processione per la città. Una seconda celebrazione aveva luogo il 23 maggio in onore di Vulcano.
HILARIA
Cadeva p.d. XI Idus = 25 marzo.   Festa in onore di Cibele, celebrata nel giorno dell’equinozio di primavera.
SALVS
Cadeva p.d. XVI Idus = 30 marzo. Festa della dea della salute e della prosperità.

Aprile

VENERALIA
Cadeva Kalendis Aprilibus = 1 aprile. Festa in onore di Venere.
MEGALESIA vel LVDI MEGALENSES
Celebrata a pridie Nonas Apriles usque ad a.d. IV Idus Apriles = 4-10 aprile. Festa in onore di Cibele che fu celebrata dal 203 al 191 a.C. (Varrone 6,3: Megalesia dicta a Graecis, quod ex Libris Sibyllinis arcessita ab Attalo rege Pergami; ibi prope murum Megalesion, id est templum eius deae, unde advecta Romam).
CERIALIA vel LVDI CERIALES
Celebrata a pridie Idus Apriles usque ad p.d. VII Idus Apriles = 12-19 aprile. Festa in onore di Cerere, celebrata dal 202 a.C. (Varrone 6,3: Palilia dicta a Pale, quod ei feriae, ut Cerialia a Cerere).
FORDICIDIA
Cadeva p.d. III Idus Apriles = 15 aprile. Festa in onore di Tellus, divinità della madre terra, nella quale si immolavano vacche gravide (Varrone 6,3: Fordicidia a fordis bubus; bos forda quae fert in ventre; quod eo die publice immolantur boves praegnantes in curiis complures, a fordis caedendis Fordicidia dicta).
PARILIA vel PALILIA (DIES NATALIS VRBIS)
Celebrata p.d. IX Idus Apriles = 21 aprile. Festa in onore di Pales (Varrone 6,3: Palilia dicta a Pale, quod ei feriae, ut Cerialia a Cerere).
VINALIA PRIORA vel VRBANA
Cadeva p.d. XI Idus Apriles = 23 aprile. Festa di Venere e della vendemmia dell’anno precedente (Varrone 6,3: Vinalia a vino; hic dies Iovis, non Veneris. Huius rei cura non levis in Latio: nam aliquot locis vindemiae primum ab sacerdotibus publice fiebant, ut Romae etiam nunc: nam flamen Dialis auspicatur vindemiam et ut iussit vinum legere, agna Iovi facit, inter cuius exta caesa et porrecta flamen primus vinum legit. In Tusculanis portis est scriptum:Vinum novum ne vehatur in urbem ante quam Vinalia kalentur).
ROBIGALIA
Cadeva p.d. XIII Idus Apriles = 25 aprile. Gara di corsa a piedi in onore di Robigus (Varrone 6,3: Robigalia dicta ab Robigo; secundum segetes huic deo sacrificatur, ne robigo occupet segetes).
FLORALIA vel LVDI FLORALES
Celebrata a p.d. XVI Idus Apriles usque ad Kalendas Maias = 28 aprile-1 maggio. Festa in onore di Flora.

Maggio

VINALIA POSTERIORA et BONA DEA
Cadeva Kalendis Maiis = 1 maggio. Festa di Venere e della vendemmia dell’anno precedente. Vi si celebrava anche la Bona Dea.
LEMVRIA
Cadeva a.d. VII V et III Idus Maias = 9, 11 e 13 maggio. Erano cerimonie di esorcismo contro lo spirito dei morti di morte violenta, i cosiddetti lemures. La credenza popolare asseriva infatti che questi spiriti, come i più moderni fantasmi, tornassero sulla terra per tormentare i vivi. Il rituale prevedeva che il pater familias gettasse alcune fave nere dietro di sé per nove volte, recitando formule propiziatorie. La tradizione antica ne faceva risalire l’istituzione a Romolo, oggi si ritiene possano essere state le più antiche festività dei morti a Roma (Ovidio Fasti 5,419 segg.).
ARGEI
Cadeva pridie Idus et Idibus Maiis = 14-15 maggio. Per la descrizione vedi 16-17 marzo.
MERCVRALIA et IVPPITER VICTOR
Cadeva Idibus Maiis = 15 maggio. I Mercuralia erano una festa in onore di Mercurio; Iuppiter Victor, una festa in onore di Giove.
AGONALIA VEIOVIS
Cadeva p.d. VII Idus Maias = 21 maggio. Varrone 6,3: Dies Agonales per quos rex in Regia arietem immolat, dicti ab “agon,” eo quod interrogat minister sacrificii “agone?”: nisi si a Graeca lingua, ubi agon princeps, ab eo quod immolatur a principe civitatis et princeps gregis immolatur. Questa festa cadeva quattro volte l’anno: il 9 gennaio in onore di Ianus, Giano; il 17 marzo in onore di Mars, Marte; il 21 maggio in onore di Vediovis o Veiovis, Veiove, antica divinità romana della vendetta; l’11 dicembre in onore del Sol Indiges, Sole Indigete.
TVBILVSTRIVM
Cadeva p.d. IX Idus Maias = 23 maggio. Il Tubilustrium era la festa del lavaggio rituale delle tubae, le trombe da guerra, celebrata il 23 maggio in onore di Volcanus, Vulcano, fabbro degli dèi e artefice degli strumenti bellici. Con lo stesso nome e con analogo rituale, il 23 marzo si celebrava la festa della ripresa primaverile della stagione militare in onore di Marte.
AMBARVALIA
Cadeva p.d. XIII, XV et XVI Idus Maias = 27, 29 e 30 maggio. Festa dei campi in onore delle antiche divinità romane Dia e Terra; era celebrata dai Fratres Arvales, il collegio di dodici sacerdoti, con processioni intorno ai campi (donde il nome della festa) per propiziare i raccolti.
HONORALIA
Cadeva p.d. XV Idus Maias = 29 maggio. Festa di Onore.

Giugno

Kalendis Iuniis (1 giugno): Carna
Festa in onore della dea Carna.
a.d. III Nonas Iunias (3 giugno): Bellona
Festa in onore di Bellona.
ab a.d. VII Idus Iunias usque ad p.d. III Idus (7-15 giugno): Vestalia
Festa in onore di Vesta (Varrone 6,3: Dies Vestalia ut virgines Vestales a Vesta).
Idibus Iuniis (13 giugno): Quinquatrus Minusculae
Festa in onore di Minerva (Varrone 6,3: Quinquatrus minusculae dictae Iuniae Idus ab similitudine maiorum, quod tibicines tum feriati vagantur per urbem et conveniunt ad Aedem Minervae).
p.d. III Idus Iunias (15 giugno): Iuppiter Invictor
Festa in onore di Giove.
p.d. VII Idus Iunias (19 giugno): Adonia
Festa in onore di Adone.
p.d. VIII Idus Iunias (20 giugno): Summanus
Festa in onore di Summanus.
p.d. XII Idus Iunias (24 giugno): Fors Fortuna
Festa in onore di Fors Fortuna. Varrone 6,3: Dies Fortis Fortunae appellatus ab Servio Tullio rege, quod is fanum Fortis Fortunae secundum Tiberim extra urbem Romam dedicavit Iunio mense. Ecco la descrizione di Ovidio (Fasti 6,773-786):
quam cito venerunt Fortunae Fortis honores! post septem luces Iunius actus erit. ite, deam laeti Fortem celebrate Quirites! in Tiberis ripa munera regis habet. pars pede, pars etiam celeri decurrite cumba; nec pudeat potos inde redire domum. ferte coronatae iuvenum convivia lintres, multaque per medias vina bibantur aquas. plebs colit hanc, quia, qui posuit, de plebe fuisse fertur et ex humili sceptra tulisse loco. convenit et servis serva quia Tullius ortus constituit dubiae templa propinqua deae. ecce suburbana rediens male sobrius aede ad stellas aliquis talia verba iacit.
Era celebrata ante diem VIII Kalendas Quintiles.
p.d. XV Idus Iunias (27 giugno): Aedes Larium in Via Sacra
Festa della dedicazione ai Lares del tempio sulla Via Sacra.

Luglio

a.d. III Nonas Quintiles (5 luglio): Poplifugia
Festa in onore di Giove (Dionigi di Alicarnasso Antiquitates Romanae II,56,5; Varrone 6,3: Dies Poplifugia videtur nominatus, quod eo die tumultu repente fugerit populus: non multo enim post hic dies quam decessus Gallorum ex Urbe, et qui tum sub Urbe populi, ut Ficuleates ac Fidenates et finitimi alii, contra nos coniurarunt. Aliquot huius diei vestigia fugae in sacris apparent, de quibus rebus Antiquitatum Libri plura referunt).
a pridie Nonas Quintiles usque ad a.d. III Idus (6-13 luglio): Ludi Apollinares
Festa in onore di Apollo (dal 208 a.C.).
Nonis Quintilibus (7 luglio): Nonae Caprotinae
Le Nonae Caprotinae erano una festa in onore di Giunone Caprotina (Plutarco Vita Romuli 29,2-11; Varrone 6,3: Nonae Caprotinae, quod eo die in Latio Iunoni Caprotinae mulieres sacrificant et sub caprifico faciunt; e caprifico adhibent virgam. Cur hoc, toga praetexta data eis Apollinaribus Ludis docuit populum).
p.d. IV Idus Quintiles (18 luglio): Dies Alliensis
Questo dies religiosus cadeva nell’anniversario della sconfitta con i Galli sul fiume Allia (390 a.C.) cui seguirono l’invasione e l’incendio dell’Urbe. Secondo Livio Ab Urbe condita libri 6,1 nello stesso giorno era caduta anche la sconfitta dei Fabii al Cremera (… diemque a.d. XV Kal. Sextiles, duplici clade insignem, quo die ad Cremeram Fabii caesi, quo deinde ad Alliam cum exitio urbis foede pugnatum, a posteriore clade Alliensem appellarunt insignemque rei nullius publice privatimque agendae fecerunt …).
p.d. V Idus Quintiles (19 luglio): Lucaria
Festa in onore delle divinità boschive.
p.d. IX Idus Quintiles (23 luglio): Neptunalia
Festa in onore di Nettuno (Varrone 6,3: Neptunalia a Neptuno: eius enim dei feriae).
p.d. XI Idus Quintiles (25 luglio): Furrinalia
Festa in onore di Furina (Varrone 6,3: Furrinalia a Furrina, quod ei deae feriae publicae, dies is; cuius deae honos apud antiquos: nam ei sacra instituta annua et flamen attributus; nunc vix nomen notum paucis).

Agosto

a.d. IV Idus Sextiles (10 agosto): Opalia
Festa in onore di Opi.
Idibus Sextilibus (13 agosto): Vertumnalia, Nemoralia
I Vertumnalia erano una festa in onore di Vertumno. I Nemoralia, la festività delle torce, erano celebrati in onore di Diana.
p.d. V Idus Sextiles (17 agosto): Portunalia
Festa in onore di Portuno (Varrone 6,3: Portunalia dicta a Portuno, cui eo die aedes in portu Tiberino facta et feriae institutae).
p.d. VI Idus Sextiles (19 agosto): Vinalia Rustica
Festa in onore di Venere, in commemorazione della fondazione del suo più antico tempio, quello sull’Esquilino, nel 293 a.C. (Varrone 6,3: Vinalia rustica dicuntur ante diem XIIII Kalendas Septembres, quod tum Veneri dedicata aedes et horti ei deae dicantur ac tum sunt feriati holitores).
p.d. IX Idus Sextiles (21 agosto): Consualia
Giochi e gare di corsa in onore di Conso (Varrone 6,3: Consualia dicta a Conso, quod tum feriae publicae ei deo et in Circo ad aram eius ab sacerdotibus ludi illi, quibus virgines Sabinae raptae).
p.d. XI Idus Sextiles (23 agosto): Volcanalia
Festa in onore di Vulcano (Varrone 6,3: Volcanalia a Volcano, quod ei tum feriae et quod eo die populus pro se in ignem animalia mittit).
p.d. XIII Idus Sextiles (25 agosto): Opeconsivia
Festa in onore di Opi (Varrone 6,3: Opeconsiva dies ab dea Ope Consiva, cuius in Regia sacrarium quod adeo artum, eo praeter virgines Vestales et sacerdotem publicum introeat nemo. “Is cum eat, suffibulum ut habeat,” scriptum: id dicitur ab suffigendo subfigabulum).
p.d. XV Idus Sextiles (27 agosto): Volturnalia
Festa in onore di Volturno (Varrone 6,3: Volturnalia a deo Volturno, cuius feriae tum).

Settembre

a pridie Nonas Septembres usque ad p.d. VII Idus Septembres (4-19 settembre): Ludi Romani o Ludi Magni
Giochi in onore di Giove, organizzati dagli edili curuli sin dal 366 a.C.
p.d. XIV Idus Septembres (26 settembre): Venus genitrix populi Romani
Festa di Venere Genetrice, madre del popolo romano.

Ottobre

Kalendis Octobribus (1 ottobre): Tigillum Sororium
Rito di purificazione dei combattenti dalla violenza della guerra. Il rito nacque dal racconto degli Orazi e Curiazi (vedi Livio Ab Urbe condita libri I,26): il superstite dei tre Orazi, tornato vittorioso dalla tenzone, trovò la sorella in lacrime per la morte del suo fidanzato, uno dei Curiazi, e, ebbro della violenza dello scontro appena consumato, la uccise; il padre gli impose allora un rito di purificazione consistente nel passare sotto lo iugum costituito da un arco di legno, il tigillum sororium, nominato anche da Festo.
a.d. IV Nonas Octobres (4 ottobre): Ieiunium Cereris
Festa in onore di Cerere, istituita nel 191 a.C. quando la data cadeva in primavera.
pridie Nonas Octobres (6 ottobre): Dies Arausiensis
Anniversario della battaglia di Arausio (105 a.C.), nella quale presso il sito dell’odierna Orange in Francia l’esercito romano fu sconfitto dai Cimbri, perdendo quasi tutti gli effettivi.
a.d. V Idus Octobres (11 ottobre): Meditrinalia
Festa in onore di Meditrina (Varrone 6,3: Octobri mense Meditrinalia dies dictus a medendo, quod Flaccus flamen Martialis dicebat hoc die solitum vinum novum et vetus libari et degustari medicamenti causa; quod facere solent etiam nunc multi cum dicunt: novum vetus vinum bibo: novo veteri morbo medeor).
a.d. III Idus Octobres (13 ottobre): Fontanalia
Festa in onore di Fons, (Varrone 6,3: Fontanalia a Fonte, quod is dies feriae eius; ab eo tum et in fontes coronas iaciunt et puteos coronant).
Idibus Octobribus (15 ottobre): Equirria
Festa in onore di Marte.
p.d. V Idus Octobres (19 ottobre): Armilustrium
Varrone 6,3: Armilustrium ab eo quod in Armilustrio armati sacra faciunt, nisi locus potius dictus ab his; sed quod de his prius, id ab ludendo aut lustro, id est quod circumibant ludentes ancilibus armati. Festa in onore di Mars, Marte, celebrata in occasione del termine tradizionale della stagione bellica (il cui inizio primaverile era marcato dal Tubilustrium il 23 marzo). La festa prevedeva la purificazione rituale delle armi, da cui il nome. La cerimonia, cui prendevano parte i Salii, i sacerdoti danzanti del culto di Marte, aveva luogo sull’Aventino.

Novembre

Kalendis Novembribus (1 novembre): Pomona
Festa in onore di Pomona.
a pridie Nonas Novembres usque ad p.d. V Idus Novembres (4-17 novembre): Ludi Plebeii
Giochi popolari organizzati dagli edili curuli sin dal 216 a.C.
Idibus Novembribus (13 novembre): Epulum Iovis
Festa in onore di Giove.
p.d. III Idus Novembres (15 novembre): Feronia
Festa in onore di Feronia.
p.d. XII Idus Novembres (24 novembre): Brumalia
Festa in onore di Bacco.

Dicembre

pridie Nonas Decembres (4 dicembre): Bona Dea
Festa della Bona Dea, riservata alle donne.
Nonis Decembribus (5 dicembre): Faunalia
Festa in onore di Fauno.
a.d. III Idus Decembres (11 dicembre): Agonalia Secunda, Septimontium
Varrone 6,3: Dies Agonales per quos rex in Regia arietem immolat, dicti ab “agon,” eo quod interrogat minister sacrificii “agone?”: nisi si a Graeca lingua, ubi agon princeps, ab eo quod immolatur a principe civitatis et princeps gregis immolatur. Questa festa cadeva quattro volte l’anno: il 9 gennaio in onore di Ianus, Giano; il 17 marzo in onore di Mars, Marte; il 21 maggio in onore di Veiovis, Veiove; l’11 dicembre in onore del Sol Indiges, Sole Indigete, detta Agonalia Secunda. Il Septimontium era la festa dei sette colli di Roma (Varrone 6,3: Dies Septimontium nominatus ab his septem montibus, in quis sita Urbs est; feriae non populi, sed montanorum modo, ut Paganalibus, qui sunt alicuius pagi).
p.d. III Idus Decembres (15 dicembre): Consualia
Festa in onore di Conso.
ab p.d. V Idus Decembres usque ad p.d. IX Idus Decembres (17-21 dicembre): Saturnalia
Festa in onore di Saturno (Livio 2,21: His [scil. A. Sempronio et M. Minucio = 497 a.Chr.n.] consulibus aedis Saturno dedicata, Saturnalia institutus festus dies. Varrone 6,3: Saturnalia dicta ab Saturno, quod eo die feriae eius, ut post diem tertium Opalia Opis).
p.d. VI Idus Decembres (18 dicembre): Eponalia
Festa in onore di Epona.
p.d. VII Idus Decembres (19 dicembre): Opalia
Festa in onore di Opi (Varrone 6,3: Saturnalia dicta ab Saturno, quod eo die feriae eius, ut post diem tertium Opalia Opis).
p.d. IX Idus Decembres (21 dicembre): Angeronalia o Divalia
Festa in onore di Angerona (Varrone 6,3: Angeronalia ab Angerona, cui sacrificium fit in Curia Acculeia et cuius feriae publicae is dies; Solino De mirabilibus mundi 1: Inter antiquissimas sane religiones sacellum colitur Angeronae, cui sacrificatur ante diem duodecimum Kalendarum Ianuariarum: quae diva praesul silentii istius praenexo obsignatoque ore simulachrum habet).
p.d. XI Idus Decembres (23 dicembre): Larentalia o Larentinae
Festa in onore di Larenta (Varrone 6,3: Larentinae, quem diem quidam in scribendo Larentalia appellant, ab Acca Larentia nominatus, cui sacerdotes nostri publice parentant e sexto die, qui ab ea dicitur dies Parentalium Accas Larentinas. Hoc sacrificium fit in Velabro, qua in Novam Viam exitur, ut aiunt quidam ad sepulcrum Accae, ut quod ibi prope faciunt diis Manibus servilibus sacerdotes; qui uterque locus extra urbem antiquam fuit non longe a Porta Romanula, de qua in priore libro dixi).
p.d. XIII Idus Decembres (25 dicembre): Dies Natalis Solis Invicti
Festa del Sol Invictus o del solstizio d’inverno, il giorno più breve dell’anno nel quale il sole, fino ad allora ricacciato indietro dalle tenebre, ricomincia a prendere il sopravvento.

Dies festi annales

Varrone 6,3: De statutis diebus dixi; de annalibus nec die statutis dicam.
Oltre alle festività fisse (Varronele chiama dies statuti, giorni prefissati), il calendario romano aveva feste mobili (dies annales nec die statuti, giorni fissati ogni anno, secondo la dizione di Varrone).
COMPITALIA
Festa dei Lares Compitales, con la quale si festeggiava la fine delle fatiche dei campi presentando offerte votive sugli altari e nelle edicole posti agli incroci delle strade o compita e nei vici (Cicerone ad Atticum 2,3,4; Suetonio Vita Augusti 31; Gellio: Die noni populo Romano Quiritibus compitalia erunt; Varrone 6,3: Compitalia dies attributus Laribus vialibus: ideo ubi viae competunt tum in competis sacrificatur. Quotannis is dies concipitur).
FERIAE LATINAE
Dionigi di Alicarnasso Antiquitates Romanae 4,49; Varrone 6,3: Similiter Latinae Feriae dies conceptivus dictus a Latinis populis, quibus ex Albano Monte ex sacris carnem petere fuit ius cum Romanis, a quibus Latinis Latinae dictae. Festività nata forse prima della fondazione di Roma: si svolgeva infatti sul Mons Albanus con la partecipazione di tutti i popoli latini. Celebrata in primavera, vi veniva sacrificato un toro a Iuppiter Latiaris. Il sacrificio era preceduto da una processione nella quale venivano portati prodotti della pastorizia quali doni votivi e seguito dall’accensione di una pira.
SEMENTIVAE
Varrone 6,3: Sementivae Feriae dies is, qui a pontificibus dictus, appellatus a semente, quod sationis causa susceptae. Paganicae eiusdem agriculturae causa susceptae, ut haberent in agris omnis pagus, unde Paganicae dictae. Festa in onore di Tellus, divinità della madre terra, e Cerere, la dea della coltivazione dei campi, si celebrava al momento delle semine per propiziare un buon raccolto. Conformemente alla sua origine, era inizialmente una festa mobile: faceva cioè parte delle feriae conceptivae, quelle indette dai magistrati o dai pontefici ogni anno in giorni diversi. In seguito divenne fissa e fu divisa in due distinte celebrazioni: nei tre giorni dal 24 al 26 gennaio si teneva la festa di Tellus, la settimana seguente, il 2 febbraio, iniziava la festa di Cerere. Contro la testimonianza di Varrone, secondo molti storici moderni le feriae Sementivae sarebbero la stessa festa, celebrata nelle campagne, nota come Paganalia (da pagus), che la tradizione romana voleva istituita dal re Servio Tullio.
NOVENDIALES
Varrone 6,3: Sunt praeterea feriae conceptivae quae non sunt annales, ut hae quae dicuntur sine proprio vocabulo aut cum perspicuo, ut Novendiales sunt. I novendiali erano novene indette non annualmente o periodicamente, bensì in occasione di prodigi e portenti. Anche queste erano annoverate tra le feriae conceptivae.